Brevetto USPTO a CyberGrant: condividere file senza conoscere prima il destinatario
Il 48% delle violazioni analizzate dal Verizon DBIR 2026 coinvolge una terza parte, con un aumento del 60% rispetto all’anno precedente. Dietro molti di questi casi ci sono scambi del tutto legittimi: una due diligence, un fornitore da qualificare, uno studio legale, un consulente esterno. Documenti che devono uscire dall’azienda per consentire al lavoro di andare avanti.
Prima di proteggerli, però, c’è una domanda da risolvere: chi c’è dall’altra parte?
Per decenni, la condivisione sicura di documenti digitali ha richiesto di identificare in anticipo il destinatario. Un account aziendale, un indirizzo conosciuto, un certificato digitale o uno scambio di chiavi: serviva un’identità verificabile prima di poter condividere il file.
Il 7 aprile 2026, lo United States Patent and Trademark Office (USPTO) ha concesso a CyberGrant Inc. il brevetto US 12.596.770 B2, relativo a un’invenzione di Valerio Pastore, fondatore di CyberGrant. Il principio alla base è diverso: non è necessario conoscere il destinatario prima di inviare il documento. L’accesso viene deciso quando qualcuno prova ad aprirlo.
È un approccio che affronta un problema concreto per le aziende e che merita attenzione anche da parte di chi valuta nuove tecnologie per investimenti, partnership e sviluppo di prodotto.
Key takeaways
- Un brevetto concesso negli Stati Uniti: US 12.596.770 B2 è stato rilasciato il 7 aprile 2026 e riguarda un sistema di condivisione sicura che non richiede di conoscere o registrare preventivamente il destinatario.
- Il documento viaggia già protetto: il file cifrato viene inserito in un documento ospite comune, come Word, Excel, PowerPoint o PDF, e rimane inaccessibile fino all’autorizzazione.
- Il mittente mantiene il controllo: ogni richiesta di accesso può essere valutata e approvata, con permessi che vanno dalla sola visualizzazione al download, alla stampa e alla modifica.
- Una famiglia brevettuale internazionale: comprende le concessioni europea EP 4427154 B1, del settembre 2025, e statunitense US 12.596.770 B2, dell’aprile 2026, oltre a depositi in Australia e Canada.
- Un percorso iniziato in Italia: la prima domanda è stata depositata il 3 novembre 2021, prima del successivo passaggio alla procedura internazionale PCT.
- Brevetto e crittografia quantum-safe sono due cose diverse: il brevetto riguarda il meccanismo di condivisione e autorizzazione; la protezione crittografica di FileGrant opera su un livello distinto.
Perché la condivisione sicura ha sempre richiesto di sapere chi è il destinatario
Molte soluzioni di condivisione protetta presuppongono che il destinatario abbia già un account, sia presente nella rubrica aziendale, disponga del software necessario oppure abbia scambiato in precedenza le chiavi richieste per comunicare in sicurezza.
Nella pratica, però, le aziende devono spesso condividere documenti con persone che non fanno ancora parte del proprio ecosistema digitale.
Pensiamo a un legale che deve inviare una bozza contrattuale a una controparte mai incontrata, a un team M&A che apre una data room per un potenziale acquirente oppure al procurement che deve ricevere documenti da un fornitore ancora in fase di qualifica.
In situazioni simili, la sicurezza rischia di entrare in conflitto con la praticità. Per evitare rallentamenti, il documento finisce allegato a un’email, caricato su un servizio cloud o condiviso attraverso una chat. Se la protezione riguarda soltanto il canale di trasmissione, una volta ricevuto il file il destinatario può trovarsi davanti a un documento liberamente leggibile.
È un limite che abbiamo approfondito in Il perimetro è già caduto: mentre le aziende continuano a investire nella sicurezza del perimetro, i dati lo attraversano ogni giorno per ragioni operative del tutto legittime.
Che cosa rivendica il brevetto US 12.596.770 B2
Il brevetto si intitola Secure file sharing system and method e descrive un sistema composto da tre elementi principali: un dispositivo di gestione dotato di software per la cifratura simmetrica, il dispositivo del mittente e quello del destinatario.
L’elemento centrale è il modo in cui il documento viene consegnato. Il file cifrato, insieme a un collegamento al dispositivo di gestione, viene inserito all’interno di un normale documento ospite. Per renderne leggibile il contenuto è necessaria una procedura di autorizzazione che coinvolge il mittente.
In questo modo, il destinatario può essere sconosciuto al sistema quando il documento viene inviato. Sarà il tentativo di apertura a innescare la richiesta di accesso.
Il valore dell’approccio sta nella separazione fra due momenti che le soluzioni tradizionali tendono a collegare: l’invio del documento e la decisione su chi può leggerlo.
Come funziona il sistema, passo dopo passo
- Il documento viene cifrato. Il contenuto riservato è protetto con una chiave simmetrica, a sua volta gestita secondo il meccanismo previsto dal sistema.
- Il file viene inserito in un documento ospite. Il contenuto cifrato e il collegamento al servizio di gestione vengono incapsulati in un file comune, come
.docx,.pptx,.xlsxo.pdf. - Il destinatario riceve l’allegato. Il documento non mostra direttamente il contenuto riservato, ma segnala la presenza di un file protetto e permette di richiederne l’accesso.
- Il destinatario verifica la propria identità. La procedura descritta prevede un codice monouso inviato a un indirizzo email o a un numero di telefono.
- Il mittente valuta la richiesta. Riceve una notifica e può autorizzare o rifiutare l’accesso, assegnando i permessi previsti dal sistema: sola visualizzazione, download, stampa o modifica.
- Il contenuto diventa leggibile dopo l’autorizzazione. Il dispositivo di gestione esegue la procedura di decifratura. Il destinatario non deve necessariamente installare un’applicazione dedicata.
La differenza rispetto a un link protetto da password è sostanziale. Una password si può inoltrare, e chi la riceve entra senza che nessuno lo sappia. Qui il passaggio di mano genera una richiesta visibile al mittente, che la vede arrivare e può dire di no.
Un cavallo di Troia al contrario
Nel mito, il cavallo di Troia nascondeva un contenuto pericoloso all’interno di un involucro apparentemente innocuo. Qui la logica viene rovesciata: è un documento comune a contenere e trasportare un contenuto riservato, che resta protetto fino all’autorizzazione.
L’approccio permette di condividere file attraverso strumenti e processi abituali, senza chiedere necessariamente al destinatario di creare un account o installare un nuovo programma prima di ricevere il documento.
Il vantaggio operativo è evidente: la protezione accompagna il contenuto, mentre la condivisione può continuare a inserirsi nei flussi di lavoro già utilizzati dalle persone.
FileGrant e il meccanismo brevettato: come si traduce in prodotto
FileGrant, la piattaforma file-centric di CyberGrant, porta questo approccio nei processi aziendali. I documenti vengono protetti attraverso la cifratura e possono essere condivisi anche con destinatari esterni, mantenendo il controllo sugli accessi e la possibilità di revocarli dopo l’invio.
È importante distinguere due livelli tecnologici che rispondono a problemi diversi.
Il brevetto US 12.596.770 B2 protegge il meccanismo di incapsulamento e autorizzazione, non l’algoritmo. La cifratura quantum-safe di FileGrant, basata su CRYSTALS-Kyber (standard NIST FIPS 203, ML-KEM, agosto 2024), è un livello distinto, che abbiamo trattato nella guida al post-quantum encrypted file sharing.
I due livelli affrontano quindi esigenze differenti: uno governa il processo di accesso al documento, l’altro riguarda la protezione crittografica del contenuto. Per valutare correttamente la tecnologia è utile considerarli separatamente, verificando come siano implementati e integrati nel prodotto.
Che cosa cambia per un CISO
Per un Chief Information Security Officer, il valore di questo approccio non si esaurisce nella novità brevettuale. La questione è capire se possa ridurre i rischi associati a scambi documentali che l’azienda non può semplicemente interrompere.
1. Onboarding di fornitori e terze parti
Il Verizon DBIR 2026 indica che il 48% delle violazioni analizzate coinvolge una terza parte. Una parte degli scambi documentali con i fornitori avviene prima che questi siano pienamente integrati nei sistemi aziendali, quando la gestione degli accessi e le policy di sicurezza possono essere più difficili da applicare.
È una fase delicata, come mostra anche il caso del fornitore cloud di Santander, che abbiamo ricostruito qui.
2. Condivisione con controparti esterne non censite
Attività legali, operazioni M&A, arbitrati e gare coinvolgono spesso persone che non hanno un account aziendale e potrebbero non averne mai uno. In questi casi, poter condividere un documento senza dover prima predisporre un nuovo ambiente di collaborazione può semplificare il processo.
Abbiamo approfondito il tema in Prevenire la perdita dati in scenari di collaborazione esterna.
3. Tracciabilità delle autorizzazioni
Sapere che un file è stato inviato non equivale a sapere chi ne ha autorizzato l’accesso, quando e con quali permessi. Un processo che registra la richiesta e la decisione del mittente può offrire elementi utili per la ricostruzione degli eventi e per le verifiche interne.
In contesti regolamentati, anche in relazione a NIS2 e DORA, la disponibilità di queste informazioni può contribuire alla governance degli accessi e alla documentazione dei processi. Il suo valore concreto dipende però dai log disponibili, dalla loro conservazione e dall’integrazione con gli strumenti di audit dell’organizzazione.
Questo approccio non richiede necessariamente di sostituire gli strumenti aziendali esistenti. SharePoint, OneDrive e Microsoft 365 possono continuare a svolgere il loro ruolo, mentre la protezione del documento viene valutata in funzione dei requisiti di condivisione e controllo.
La scelta controcorrente: mantenere la persona al centro
L’aspetto interessante del brevetto non è soltanto tecnico, ma riguarda il modo in cui viene presa la decisione di concedere un accesso.
Molte strategie di sicurezza puntano a ridurre l’intervento umano attraverso autenticazione automatizzata, modelli zero trust e sistemi di rilevamento sempre più sofisticati. Qui, invece, il mittente conserva un ruolo esplicito nel momento in cui qualcuno chiede di leggere un documento riservato.
Non significa rinunciare all’automazione. Significa riconoscere che, in alcuni contesti, la decisione di condividere un documento dipende da informazioni che il sistema non possiede necessariamente: il contesto della trattativa, la fase di una negoziazione, l’identità attesa della controparte o la sensibilità di uno specifico contenuto.
Trasformare questa decisione in un passaggio digitale tracciabile, rapido e revocabile è una scelta progettuale precisa. Il mittente non deve limitarsi a confidare nella correttezza del canale o nella segretezza di una password: può intervenire sulla richiesta di accesso.
Un’invenzione italiana riconosciuta negli Stati Uniti
l mercato globale della cybersecurity è caratterizzato da poli tecnologici consolidati, dai grandi operatori statunitensi agli ecosistemi specializzati europei e israeliani. In questo contesto, il riconoscimento di un’invenzione sviluppata da un fondatore italiano da parte dello USPTO rappresenta un elemento significativo da approfondire.
Il percorso è iniziato in Italia il 3 novembre 2021, ed è arrivato alla concessione europea nel settembre 2025 e a quella americana nell’aprile 2026. Quattro anni e mezzo di esame, con esaminatori che hanno dovuto misurarsi con l’arte nota nel campo della cifratura e della condivisione documentale.
Oggi questo approccio è già realtà in FileGrant, la piattaforma di CyberGrant che applica il meccanismo brevettato e consente ad aziende, amministrazioni e professionisti di condividere documenti riservati anche con interlocutori esterni, mantenendo il controllo sugli accessi.
Domande frequenti
Che cos’è il brevetto US 12.596.770 B2 di CyberGrant?
US 12.596.770 B2 è il brevetto Secure file sharing system and method, concesso dallo United States Patent and Trademark Office il 7 aprile 2026 a Cyber Grant Inc., su invenzione di Valerio Pastore. Copre un sistema in cui un file cifrato viene incapsulato dentro un documento ospite comune e viene decifrato solo dopo una procedura di autorizzazione in cui il mittente approva la richiesta di accesso. Il destinatario, al momento dell’invio, può essere sconosciuto al sistema.
Si può condividere un documento cifrato con un destinatario che non ha un account?
Sì. È il punto centrale del brevetto US 12.596.770 B2. Il destinatario riceve un file Word, Excel, PowerPoint o PDF apparentemente ordinario, che contiene il documento cifrato e un collegamento al servizio di gestione. Per accedere si identifica con un codice usa e getta inviato a un’email o a un numero di telefono, e il mittente autorizza o rifiuta la richiesta. Non è richiesta la creazione di un account né l’installazione di software sul dispositivo del destinatario.
In che cosa il meccanismo brevettato è diverso da un link protetto da password?
Una password può essere inoltrata, e chi la riceve apre il documento senza che il mittente lo sappia. Nel sistema brevettato da CyberGrant ogni tentativo di apertura genera una richiesta di autorizzazione che arriva al mittente, il quale vede chi sta chiedendo l’accesso e può rifiutarlo. L’approvazione assegna inoltre un livello di permessi che distingue sola visione, download, stampa e modifica.
Il brevetto riguarda la crittografia quantum-safe?
No, sono due livelli distinti. Il brevetto US 12.596.770 B2 protegge il meccanismo di incapsulamento del file cifrato e la procedura di autorizzazione, non l’algoritmo di cifratura. La protezione quantum-safe di FileGrant si basa su CRYSTALS-Kyber, standard NIST FIPS 203 (ML-KEM) pubblicato nell’agosto 2024, e riguarda la resistenza del contenuto cifrato nel tempo, secondo la logica “harvest now, decrypt later”.
In quali Paesi è concessa la famiglia brevettuale?
La famiglia nasce dal deposito italiano IT 102021000027959 del 3 novembre 2021, prosegue con la domanda internazionale PCT/IB2022/059336 del 30 settembre 2022 e comprende due concessioni: EP 4427154 B1 in Europa, concessa il 3 settembre 2025, e US 12.596.770 B2 negli Stati Uniti, concessa il 7 aprile 2026. La famiglia include inoltre i depositi AU 2022381896 A1 in Australia e CA 3235596 A1 in Canada.
Che rapporto c’è tra il brevetto e FileGrant?
FileGrant è la piattaforma file-centric di CyberGrant in cui il meccanismo brevettato è implementato: i documenti vengono cifrati al caricamento, condivisi anche con destinatari esterni all’organizzazione e revocabili dopo l’invio. Il brevetto descrive il metodo, FileGrant è il prodotto che lo rende utilizzabile dentro i processi aziendali, accanto alle estensioni che portano la stessa protezione su email, credenziali, AI e SharePoint.
Qual è l'elemento distintivo del brevetto CyberGrant?
Il brevetto US 12.596.770 B2 descrive un sistema di condivisione sicura in cui il file cifrato viene incapsulato in un documento ospite comune e l’accesso al contenuto viene subordinato all’autorizzazione del mittente. Il destinatario può ricevere il documento senza essere registrato preventivamente nel sistema. In questo modo, la condivisione può avvenire anche con controparti esterne, mantenendo il controllo sulla richiesta di accesso.